L’anno che è appena terminato non è stato – per fortuna – ansiogeno come quello precedente, e seppure in modi spesso meno frenetici del passato, abbiamo ripreso le nostre routines professionali. Anche se abbiamo generalmente ricominciato a godere dei nostri svaghi abituali, nonostante il perdurare della pandemia, credo sia comunque piacevole e utile per la nostra psiche ritirarci un po’ in noi stessi e concederci qualche piacere domestico.
Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso (Marcel Proust)
Storia di Genji (Einaudi, Torino, 2006) è un romanzo giapponese dell’XI secolo di Murasaki Shikibu, una dama di corte, poetessa e scrittrice. Ambientato nel gineceo dell’aristocrazia in epoca Heian, è considerato da molti critici il primo romanzo moderno, ed è un vero capolavoro. Forse il libro più bello che abbia letto. Cigni Selvatici (TEA Libri, Milano, 2010) è la storia di tre generazioni della famiglia dell’autrice, Jung Chan, nel travagliato XX secolo cinese. Molto interessante per avere una cronaca di prima mano anche di quello che fu il maoismo, è un libro tuttora inedito nella Repubblica Popolare. Il fucile da caccia (Adelphi, Milano, 2004) è il primo, breve romanzo di Inoue Yasushi. È la storia di quattro personaggi, un uomo e tre donne, legati da un fine gioco amoroso “… [che] li accompagna nel corso degli anni senza mai ledere la calma ritualità delle loro esistenze” (iv di copertina). La famiglia Karnowsky (Adelphi, Milano, 2013) di Israel J. Singer – fratello maggiore del più noto Isaac, premio Nobel per la letteratura nel 1978 – è la saga di una famiglia ebraica che si snoda a partire dall’alba del ‘900 fra Polonia, Germania e Stati Uniti. Open. La mia storia (Einaudi, Torino, 2011), è l’autobiografia di Andre Agassi, uno dei più forti tennisti di tutti i tempi, scritta col contributo determinante di J.R. Moehringer. Un libro davvero appassionante anche per chi, come me, non è appassionato di questo sport. New York (Einaudi, Torino, 2008) è la raccolta delle quattro graphic novels dedicate da Will Eisner alla Grande Mela, imperdibile per gli amanti della capitale finanziaria.
La musica è una macchina per sopprimere il tempo (Claude Lévy-Strauss)
Mentre leggo, trovo che ascoltare musica sia un piacere aggiuntivo, un po’ come la proverbiale ciliegina sulla torta. E non importa il genere, bene mescolarli. Ecco una playlist varia: Ella Fitzgerald sings the George & Ira Gershwin songs, Partite Complete di J.S. Bach suonate da Ramin Bahrami, Close to Home di Emerson Lake and Palmer, Concert by the Sea di Errol Garner, Rapsodia su un tema di Paganini di Sergej Rachmaninov, Aqualung dei Jethro Tull, l’album Jasmine di Keith Jarrett, Space Oddity di David Bowie, Missa Papae Marcelli di G.P. da Palestrina e Live at the Village di Ethan Iverson.
[Il cinema] lo chiamerei semplicemente vita (Bernardo Bertolucci)
Forse l’arte cinematografica non sarà mai soppiantata da altre forme, ma negli ultimi anni alcune serie – trasmesse per lo più da canali in streaming – sono davvero molto appassionanti e di ottima regia, recitazione ed ambientazione. This is Us, la storia di una famiglia statunitense raccontata in maniera originale attraverso frequenti flashback. Mad Men, uno sguardo sul mondo della pubblicità a New York negli anni ’60, ed attraverso esso sull’evoluzione della società americana in quel periodo. Breaking Bad, una storia molto cruda e violenta, ma ipnotizzante. Peaky Blinders, la storia di un criminale e della sua ascesa a Birmingham a partire dalla fine della I Guerra Mondiale, con un’ambientazione strepitosa.
Gola non è mantenimento della vita (Leonardo da Vinci)
Immagino che non abbiate bisogno di ulteriori stimoli alla vostra golosità, ma questa facile ricetta della Mousse di cioccolato potrà essere una piacevole aggiunta alla vostra dieta (?!) di questo periodo. Sciogliete a bagnomaria 400 gr. di cioccolato fondente ed aggiungete il succo di un’arancia. Una volta raffreddato il composto, aggiungete – 1 alla volta – 8 rossi d’uovo. Poi, montate le chiare a neve ed aggiungetele adagio mescolando bene. Mettete in frigorifero per almeno 14 ore.
© Gianluca Sabbadini – The Adam Smith Society


