INTELLIGENZA ARTIFICIALE e TERZO SETTORE tra INNOVAZIONE, ETICA e IMPATTO SOCIALE

Intelligenza artificiale e Terzo Settore: tra innovazione, etica e impatto sociale

 

Si è svolto a Milano, presso l’Auditorium Chiomenti, il convegno “Intelligenza artificiale e Terzo Settore: tra innovazione, etica e impatto sociale”, un’occasione di confronto approfondito su un tema sempre più centrale per il futuro della società civile e delle organizzazioni non profit.

L’incontro ha messo in luce come l’adozione dell’intelligenza artificiale comporti non solo opportunità significative in termini di efficienza e produttività, ma anche obblighi normativi, principi di soft law ed esigenze etiche fondamentali, soprattutto quando sono in gioco il bene comune, la tutela dei diritti e la reputazione delle organizzazioni.

È stato ribadito come l’intelligenza artificiale non sia autonoma né “intelligente” in senso umano: essa fornisce supporto e opzioni decisionali, ma la responsabilità resta sempre in capo all’uomo. Questo richiede una piena consapevolezza dei cambiamenti che l’IA introduce nel lavoro, nelle relazioni e nella vita quotidiana, nonché la capacità di governarne gli effetti in modo responsabile.

Particolare attenzione è stata dedicata al Terzo Settore, ambito in cui l’etica dell’intelligenza artificiale assume un ruolo cruciale. Le organizzazioni non profit operano spesso a contatto con soggetti vulnerabili e sono chiamate a prendere decisioni ad alto impatto sociale, come l’allocazione delle risorse o la selezione dei beneficiari. In assenza di trasparenza degli algoritmi e di un’attenta valutazione della qualità dei dati, il rischio di discriminazioni e distorsioni decisionali diventa concreto.

Nel corso del dibattito è emersa la necessità di integrare valori e finalità sociali nei sistemi intelligenti, garantendo la centralità della persona, la tutela dei diritti fondamentali e la costruzione di un rapporto di fiducia con donatori, volontari e beneficiari. In questo senso, l’adozione dell’IA non può essere automatica, ma deve essere preceduta da una riflessione sulla sua reale utilità e sul valore autentico che è in grado di apportare alle esperienze educative, relazionali e di cura.

Un ulteriore tema affrontato è stato quello della cooperazione nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale in Italia, caratterizzato da una rapida crescita degli operatori. È emersa l’importanza di un dialogo costante tra istituzioni, fondazioni, associazioni, mondo accademico e imprese, anche superando confini tradizionali e settoriali, per governare in modo condiviso l’innovazione tecnologica.

Nel solco della riflessione liberale, è stato inoltre richiamato il ruolo fondamentale dei corpi intermedi e della società civile, intesi come elementi essenziali per rafforzare la cooperazione tra individui e preservare la libertà individuale, evitando un rapporto diretto e isolato tra individuo e Stato. In questo quadro, l’interazione tra intelligenza artificiale e Terzo Settore si conferma un tema imprescindibile e pienamente coerente con la missione della Adam Smith Society di promuovere il pensiero liberale, l’economia di mercato e la concorrenza.

Il dialogo sull’intelligenza artificiale e sul suo impatto sociale proseguirà nei prossimi appuntamenti della Society, con l’obiettivo di contribuire a una governance dell’innovazione tecnologica attenta alla persona, ai valori e al bene comune.

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