Formazione continua: la vera sfida per preservare il capitale umano italiano
14 gennaio 2026
Roma
Il convegno dedicato al tema “Formazione continua: la vera sfida per preservare il capitale umano italiano” ha messo in luce come il rapido avanzamento tecnologico e i cambiamenti demografici impongano un ripensamento profondo delle politiche formative e dei modelli di sviluppo delle competenze.
L’iniziativa — realizzata grazie al prezioso supporto di KPMG e del Fondo Conoscenza, che desideriamo ringraziare per la collaborazione e la fiducia — ha riunito rappresentanti di istituzioni, imprese, accademia e organizzazioni del lavoro, offrendo un quadro articolato e concreto delle principali trasformazioni in atto.
I principali spunti emersi dal convegno
1. La formazione come leva strategica, non come costo
Gli interventi di apertura hanno sottolineato la necessità di superare un approccio puramente formale o obbligatorio alla formazione, per assumere invece una prospettiva strategica orientata allo sviluppo organizzativo, alla retention dei talenti e alla crescita della produttività.
2. L’impatto dell’intelligenza artificiale
Molti relatori hanno approfondito il duplice ruolo dell’AI:
come possibile sostituto delle mansioni più standardizzate,
ma anche come fattore che può ampliare le disuguaglianze se non accompagnato da nuove competenze.
In questo scenario, diventano decisive le competenze “human centric”: pensiero critico, etica, empatia, responsabilità, capacità decisionali e adattabilità.
3. Il contributo di KPMG: competenze e modelli di crescita
Nel suo intervento, Pier Luigi Verbo ha evidenziato come la formazione debba includere non solo skill tecniche, ma anche capacità trasversali essenziali per la collaborazione, il problem solving e la gestione del cambiamento.
La formazione, se ben progettata, diventa una leva per rafforzare la cultura aziendale e valorizzare il potenziale delle persone.
4. Il punto di vista del Fondo Conoscenza: la centralità delle PMI
Concetto Parisi ha portato un contributo fondamentale spiegando come, nella realtà italiana, il 96% delle aziende sia composto da piccole e micro imprese.
Proprio queste realtà necessitano di strumenti di supporto alla formazione, percorsi accessibili e investimenti mirati per affrontare innovazione tecnologica, sicurezza, welfare e sostenibilità.
5. Una collaborazione ampia per un sistema più efficace
Tutti i relatori hanno concordato sulla necessità di un nuovo patto tra imprese, istituzioni, sindacati e università per:
ridurre il mismatch tra domanda e offerta di competenze,
rafforzare la qualità della formazione,
trasformare le analisi in policy concrete e condivise,
sostenere un modello di sviluppo inclusivo.
Conclusioni
Il convegno ha messo chiaramente in evidenza che l’Italia — pur partendo da una posizione di ritardo — ha oggi l’urgenza e l’opportunità di ripensare il proprio approccio alla formazione continua.
La sfida non riguarda solo la tecnologia, ma la capacità di progettare percorsi formativi realmente utili, misurabili e sostenibili, capaci di promuovere occupabilità, innovazione e competitività.
Ringraziamo ancora una volta KPMG, Fondo Conoscenza, Ministero del Lavoro, Studio BonelliErede per ospitalità, i relatori e tutti i partecipanti per aver contribuito a una giornata di confronto di alto livello.
Il lavoro continua: il nostro impegno è trasformare idee e analisi in azioni concrete.
Per visionare le slide utilizzate dal Professor Carlo Alberto Carnevale Maffè, clicca qui: Dual Use Education – Adam Smith 14.1.202
Per vedere la videoregistrazione dell’evento, clicca sul seguente link: https://youtu.be/JX3fpNBRFbw


